Curiosità

Milano, 3 dicembre 2015

SuperEnalotto, "il" gioco degli italiani, compie 18 anni!

18 anni di fortuna, 18 anni di vincite, 18 anni insieme a voi.

SuperEnalotto compie 18 anni: è infatti il 3 dicembre 1997 la data di nascita del gioco del "Grande Jackpot", che ha cambiato la vita a milioni di italiani.

SuperEnalotto è nato come evoluzione dell'Enalotto, che Sisal ha gestito fino al 1997, da un'idea di Rodolfo Molo, figlio di Geo Molo (inventore della famosa schedina del Totocalcio e tra i fondatori della Sisal). Molo pensò di coinvolgere un gruppo di specialisti della comunicazione, di informatici e di matematici per studiare un gioco più coinvolgente. Il team scelto da Molo inventò un gioco semplicissimo: sei numeri da pronosticare su 90. 

SuperEnalotto è diventato oggi un "neo maggiorenne" e in questi anni ha all'attivo una storia ricca di persone, numeri, vincite, sogni, successi.

In 18 anni di storia, ecco alcuni numeri:

  • oltre 4,3 miliardi di euro vinti complessivamente con tutte le vincite di prima e seconda categoria ("6" e "5+1")
  • oltre 2.000 estrazioni in 18 anni
  • 115  le vincite milionarie del grande Jackpot con punti 6
  • 637 le vincite con punti 5+1

E, oltre i numeri, ci sono le persone, i loro sogni, il desiderio di cambiare, di vivere una vita più serena.

SuperEnalotto è il gioco che ha cambiato il modo di sognare degli italiani, catalizzando l'attenzione di almeno 1 italiano su 4, rendendolo il gioco più conosciuto e amato d'Italia, in grado di unire il mito della grande vincita a una vastità di premi, da minimi a medio grandi.Una passione caratterizzata da una dimensione collettiva e sociale.

18 anni di vincitori del SuperEnalotto. Chi sono e quali sono i sogni di chi vince? 


Tutti se lo sono chiesti almeno una volta! Chi avrà vinto il SuperEnalotto?
E, se da un lato i volti dei vincitori non sono mai stati resi noti, certamente l'Ufficio Premi Sisal, grazie alle interviste effettuate ai vincitori in fase di ritiro del premio, ha tracciato un profilo dei desideri degli italiani.
Ne emerge un quadro omogeneo a livello geografico dove anche la fortuna sembra essere molto equilibrata ed equidistribuita tra Nord, Centro e Sud. 
L'Italia sembra davvero sognare una vita normale, dove non si evidenziano eccessi o voli pindarici; nessuno, infatti, ha mai dichiarato di volere comprare un atollo alle Maldive o un castello in Alto Adige. E, soprattutto, nessuno, anche di fronte a vincite milionarie, ha mai dichiarato di voler smettere di lavorare, confermando che il denaro aiuta a vivere una vita migliore ma senza per questo voler rinunciare alla quotidianità. Semmai, i progetti di chi vince sono orientati alla famiglia, a investire i soldi per una nuova attività lavorativa e, spesso, ad aiutare le persone meno fortunate. 


La sestina vincente, quali i criteri?


La "caccia alla sestina", ha sempre rappresentato, nella cultura nazional popolare, la sfida per eccellenza scatenando il desiderio degli italiani. Quando è il momento di compilare la schedina, entrano in scena fortuna, abilità, scaramanzie, riti collettivi, ma soprattutto numeri, visti come momenti magici, capaci di riassumere gli eventi della vita. Molti giocatori tendono a usare le combinazioni suggerite dalla ricevitoria o decidono di aggregarsi ad amici e conoscenti.
Ma i più si divertono a comporre la sestina, interpretando un fatto, un avvenimento accaduto, un sogno, come se qualunque episodio, possa tradursi in una sequenza di numeri.
E poi ci sono i ricordi, le date, quella serie di combinazioni speciali che fanno sì che ogni individuo possa scegliere la "sua" combinazione, la sola e unica che ritengono vincente. Come chi, ad esempio, ha giocato i numeri  della schedina storica del fratello trovata nello scrigno dei tesori, realizzando poi una vincita.

La vera motivazione, quindi, il vero acquisto è il sogno, ovvero la possibilità di giocare con la fantasia. Come disse Ian Hacking, uno dei più brillanti esperti internazionali di logica, «chi acquista una schedina, compra non solo la remota possibilità di vincere tanto denaro, ma anche un'emozione, una fantasia».

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